
Ho di recente lasciato un commento su un articolo apparso qualche giorno fa su “La Repubblica” in cui si faceva riferimento alle ultime esternazioni del senatore del Pdl e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Subito dopo la registrazione radiofonica del suo “libero pensiero” si è affrettato a smentire tutto e anzi a ribaltare la situazione a suo favore. Ora pare che noi “comunisti e drogati” non facciamo altro che strumentalizzare ogni parola che fuori esce dall’orifizio di qualche onorevole galantuomo. Lascio a voi ulteriori commenti…perché io non ho più parole.
Qui trovate la sua smentita.
Ecco il mio commento:
“Sento la necessità di dover dire BASTA! Basta con le bestemmie, basta con gli insulti e la volgarità verso i defunti. Non c’è rispetto verso un morto e non c’è rispetto verso i familiari del defunto. DEFUNTO: è questo la parola con cui oggi si può parlare del ragazzo Stefano Cucchi a cui è stata provocata la morte. Prima il Ministro La Russa dice che i carabinieri hanno agito correttamente, adesso anche Giovanardi ci si mette a difendere lo Stato con quell’aria da snob come se essere drogato fosse una colpa e non un problema sociale. Indubbiamente era un ragazzo con dei seri problemi e neanche io credo che in pochi giorni possa essere stato ridotto in quelle condizioni di magrezza. Non credo però che quei lividi sul volto e sul corpo, quelle ossa spezzate e quel corpo così fragile martoriato siano fatti imputabili alle sue abitudini di consumatore di droga. L’aspetto della droga inteso come problema sociale è ben diverso dalla tortura umana in carcere, dallo scempio della dignità umana e in ultimo dalla bestemmia gratuita e spassionata di politicanti in doppiopetto che parlano delle disgrazie altrui con lo sguardo rivolto dall’alto verso il basso e con disprezzo. E’ vergognoso notare che esponenti del governo siano privi di umanità di fronte a certi orrendi episodi, e a pensare che quegli stessi politici vanno ogni giorno a messa! Più frequentano ambienti cattolici e più vanno a messa, più ostentano la croce di quel Dio buono e giusto che non li assolverà mai e più dicono amenità e commettono scempi della letteratura. Il dono della parola non può essere stuprato in questo modo…IO DICO BASTA!”












